13/07/2015 Lega Volley Femminile

Dopo la lunga trafila con il Club Italia, per Noura Mabilo l’estate è un vero e proprio momento di passaggio che la porterà a vivere, per la prima volta, la massima serie del volley in rosa. Un passaggio che vive con addosso già un azzurro, quello della nazionale juniores, con cui insegue il sogno di partecipare ai Mondiali under 20. «Ora come ora – racconta la centrale triestina – lavoro con la fortuna di avere, davanti a me, tre centrali fortissime, sicuramente le più forti della mia generazione. Saranno tre mesi intensi e importanti, da loro imparo costantemente e con loro e con le altre compagne sto vivendo un’estate che mi aspetto essere ricca di emozioni. Vestire la maglia della nazionale, oltre che un onore, è sempre un’occasione importante per confrontarsi con pari età di altre nazioni e per mettersi alla prova con livelli di gioco diversi. Ovviamente la mia ambizione è quella di ritagliarmi più spazio possibile e in quest’ottica lavoro quotidianamente».

Dopo l’estate, poi, la nuova avventura in maglia Igor: «Sinceramente so che passerò dal Club Italia a un contesto e a un livello completamente diverso e la cosa, come è normale che sia, mi spaventa un po’. Entrerò nel mondo dei “grandi”, se così si può dire, e questo è anche motivo d’orgoglio e di “carica”: la grinta non mi manca mai e quindi mi preparo a vivere questa avventura in maniera molto positiva, non vedo l’ora. Novara? Sono sicura che imparerò tantissimo, sia dal punto di vista umano che dal punto di vista sportivo. Provo un’emozione enorme, ogni volta che penso alla possibilità che avrò, di allenarmi e di giocare con atlete che fino a oggi ancora guardo in televisione. Sarà stupendo crescere con loro, sono certa che la loro esperienza mi aiuterà molto e so che saranno disponibili e sempre pronte a darmi una mano».

«Ho iniziato a giocare a pallavolo a dodici anni – racconta – dopo aver fatto atletica a livello agonistico. Posso dire che è stato amore a prima vista, anche perché non avevo mai provato uno sport di squadra e questo mi ha colpito subito, tanto da essere diventato in pochi anni la mia più grande passione, che spero di portare avanti il più a lungo possibile. Scuola e sport? Non è stato facile, all’inizio del mio cammino con il Club Italia, trovare i ritmi giusti, tanto che ho perso un anno; devo dire, però, che anche questo incidente di percorso è stato molto utile poiché mi ha fatto comprendere in cosa sbagliavo e mi ha obbligata a organizzarmi meglio, cosa che poi ho fatto».

Fuori dal campo, come ti descriveresti? «Sono una ragazza davvero semplice, umile e anche molto timida sebbene in campo non se ne accorge nessuno, anzi. Il mio tempo libero? Lo dedico alla mia grande passione, la musica: ascolto di tutto, senza alcun limite di genere e di “epoche”».

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