12/12/2014 Lega Volley Femminile

Non è facile a 19 anni pensare di sostituire il Capitano e top scorer della tua nuova squadra. Lo è ancora meno quando al tutto si unisce l’esordio assoluto in serie A2. Francesca Trevisan, veneta di Valdagno, è una delle sorprese più luccicanti di questa prima parte di stagione per il Neruda. Senza mai tremare la schiacciatrice ha sempre fatto il suo risultando decisiva nelle ultime due sfide con Vicenza e Soverato. Domenica ha fatto piegare il tie break verso Bolzano con punti pesanti nel momento decisivo (12 in totale) mentre in Calabria ha messo giù 13 palloni senza tante discussioni. Se a questo aggiungiamo l’ottimo esordio a Milano contro il Club Italia (10 punti) e la costanza di rendimento nelle altre tre partite arriviamo a un totale di 50 punti con media di 8,3 per gara: peso specifico importante.

“Sono molto contenta del percorso che sto facendo, mi rendo conto che con tanto impegno e tanta volontà ce la si può fare ad ottenere obiettivi importanti. L’importante è mettere tutto ciò che si ha a disposizione della squadra”.

Ti aspettavi questo livello in A2?
“Si, mi aspettavo fosse così. Già l’anno scorso ai playoff di B1 (Francesca giocava ne Le Ali di Padova) la qualità era comunque più alta rispetto a tutto il campionato. Quando ti ritrovi a giocare contro atlete di alto calibro è ovvio che il livello salga in modo esponenziale. Ti ritrovi a dover affrontare muri alti e attacchi potenti. Rimane il dovere di eseguire le cose più semplici in modo perfetto per far sì che tutto giri nel verso giusto. Non si può, per esempio, sbagliare degli appoggi”.

Ormai sei a Bolzano da qualche mese: in cosa ti senti migliorata e su cosa devi continuare a lavorare?
“Sicuramente mi sento cresciuta in difesa, ma c’è sempre da lavorare su tutti gli aspetti: dall’attacco alla difesa passando per la ricezione.Sto lavorando molto nella fase offensiva e a muro per cercare di progredire sempre”.

Intanto in campo sembri sempre molto tranquilla e determinata. Come se l’emozione non ti lambisse.
“In verità l’ansia e l’emozione prepartita ci sono sempre. Diciamo che non le mostro. Riesco a trattenere le mie sensazioni e a trasformarle in adrenalina e concentrazione. Ovviamente è anche merito della squadra: le mie compagne più esperte sono sempre le prime a rassicurarmi nei momenti e nelle situazioni difficili”.

Ieri a Soverato hai regalato 13 gioie a squadra e tifosi: una partita speciale.
“Non è stato semplice: la palestra era freddissima e scaldarsi era difficile, in più Soverato arrivava da una bella vittoria che le caricava. Siamo state brave a fare il nostro gioco a mente lucida sbagliando poco e giocando con molta cattiveria”.

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