19/02/2008 Lega Volley Femminile

Nell’angolo interviste di “A tu per tu” oggi ospito un’atleta dal sorriso contagioso, di una semplicità unica e allo stesso tempo di grande simpatia e compagnia. Parlo di Valeria Cimoli, palleggiatrice di 182 cm, nata a Massa nel 1986. Valeria Cimoli è un’atleta di grandi capacità e di grande spirito di abnegazione e sacrificio. Una palleggiatrice che sta crescendo giorno dopo giorno e che, con i suoi 22 anni, può guardare con ottimismo al futuro. Un futuro che ci auguriamo tutti possa essere per lei più che roseo.

– Il volley è stato il primo amore o ci sono stati prima altri sport?

No, ci sono stati prima altri sport. Da piccola, scuola elementare, ho seguito mio padre che praticava molti sport. Ho fatto dapprima canoa, in quanto mio padre era istruttore. Poi sono passata alla danza classica, judo, vela per poi arrivare, in 5^ elementare, alla pallavolo: allora ho capito che quello era il mio sport! Ho iniziato a Massa con la società Stella Azzurra, insieme a mio fratello. Poi ho giocato a San Carlo Borromeo e infine nella Carrarese che mi ha lanciato definitivamente nel mondo della pallavolo. Da qui sono approdata nel Club Italia.

– Quanto è importante passare per Club Italia?

Credo tanto, per un’atleta giovane, in quanto ti aiuta a crescere sia sotto il profilo tecnico che come persona. Con Club Italia sono diventata palleggiatrice, visto che prima giocavo da centrale e anche attaccante. E’ stata un’esperienza bella, che tanto mi ha fatto crescere. Grazie al Club Italia ho avuto modo di vestire la maglia della nazionale pre-juniores, anche se solo in alcuni tornei.

– Due anni fa l’approdo a Jesi, in A1: che esperienza è stata per te?

Bella! A Jesi ho cominciato a capire come funzionava realmente la pallavolo. Ho imparato molto dalle atlete più grandi di me, anche semplicemente allenandomi assieme o guardandole.

– A Jesi giocavi in squadra con Neli Marinova, qui a Santeramo hai trovato come allenatore suo marito, Dragan Nesic: che tipo di persone sono?

Dragan ho iniziato a conoscerlo a Santeramo, mentre a Jesi lo salutavo semplicemente quando era in compagnia di sua moglie Neli. Davvero brave persone. Con Neli a Jesi mi sono trovata benissimo. In palestra mi ha aiutata molto, dandomi consigli e qualche volta anche arrabbiandosi, quando sbagliavo. Credo davvero di essermi trovata a mio agio con lei. Anche Dragan mi sta aiutando molto a crescere. Credo che sia un bravo allenatore e qui a Santeramo con lui sto crescendo molto. Una persona con la quale si riesce ad andare d’accordo sia dentro che fuori dal campo..

– Il mito e la leggenda di Valeria Cimoli sia come miglior atleta in assoluto che come palleggiatrice.

Come palleggiatrice devo dire Lo Bianco, mi piace davvero tanto. La guardo sempre e l’ammiro tantissimo. E’ un piacere vederla giocare. Mentre la miglior giocatrice in assoluto dico Keba Phipps, naturalmente quando giocava.

– Che caratteristiche deve avere un attaccante per essere in sintonia con te palleggiatrice?

Sinceramente non saprei descrivere quali specifiche caratteristiche dovrebbe avere. Negli anni, il mio modo di giocare è cambiato ed è in continua evoluzione. Ho iniziato che giocavo principalmente con la palla alta. Adesso sto velocizzando il mio gioco. Al momento forse dovrei dire che dovrebbe prediligere una “mezza” tra palla alta e palla veloce. Spero però di velocizzare ancor più il mio gioco.

– Lo scorso anno a San Casciano non è stato un anno felice per te, come mai?

No, non è stato affatto felice. Questo perché ho avuto parecchi infortuni. Era il mio primo anno nel quale dovevo iniziare a giocare da titolare a certi livelli, ma non sono stata affatto fortunata.

– Come ti spieghi il fatto che la tua regione, la Toscana, non ha squadre di volley femminile in A1, a parte gli anni che hanno interessato la Figurella Firenze.

Sinceramente non me lo spiego, anche perché non ho molto seguito questa squadra. Non saprei proprio trovarne una motivazione.

– La tua esperienza a Santeramo, sotto il profilo sia professionale che umano, la trovi diversa dalle altre che hai vissuto altrove?

Si, credo di si. Innanzitutto mi sono subito trovata bene in palestra con le mie compagne. Un gruppo che mi piace davvero tanto e che mi sta permettendo di migliorare le mie qualità di gioco. Vado d’accordo con tutte, sia in campo che fuori. Spesso usciamo insieme e devo dire che loro sono molto di compagnia. Ma devo dire che anche la gente, sin da subito, è stata davvero cordiale e affabile con noi. Qui al sud, più che altrove, quando sei in giro la gente ti riconosce, ti saluta e ti fa sentire davvero come a casa. E poi qui si mangia davvero bene: io adoro le vostre mozzarelle!

– Quale l’atleta più forte con la quale hai giocato e quale la più simpatica?

Credo che l’atleta più forte con la quale ho giocato, a Jesi, sia stata Elisa Togut; mentre la più simpatica dico Noemi Porzio, con la quale divido casa. Noemi è davvero una bella persona che, con la sua grande simpatia e compagnia, mi fa sentire come a casa. Ma credo di aver avuto, negli anni, la fortuna di trovare sulla mia strada tante atlete simpatiche.

– Nel futuro di Valeria Cimoli speri ci sia cosa?

Di continuare a giocare a pallavolo e di fare sempre meglio. Soprattutto spero di incominciare a giocare e avere la possibilità, nel prossimo futuro, di valorizzare le mie capacità e tutto quello che adesso sto imparando.

– Il tuo saluto agli amici e ai tifosi che hai conosciuto a Santermo e ti seguono.

Il mio oltre che un saluto vuole essere un augurio, affinché la gente ci sia sempre vicino e ci segua sempre con la stessa passione, soprattutto, poi, nei momenti di difficoltà come quelli che stiamo vivendo in questa fase della stagione.

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