30/05/2018 Lega Volley Femminile

A soli due mesi e mezzo di distanza dal ‘Champions League Forum‘, tenutosi in Lussemburgo alla presenza dei principali attori del volley europeo – tra cui i vertici della Lega Pallavolo Serie A Femminile – e a poco più di due settimane dalla costituzione dell’Associazione dei Club Europei, la CEV ufficializza il nuovo format della Champions League. Sin dalla prossima stagione, la più importante manifestazione continentale per Club sarà caratterizzata da molte novità, più rispondenti alle esigenze tecniche ed economiche dei maggiori teams europei.

In una lettera indirizzata dal presidente della CEV Aleksandar Boricic a tutti i Club e le Leghe europee, sono innanzitutto elencate tutte le modifiche rispetto al format attuale. Alla Champions League femminile 2018-19 parteciperanno 20 squadre, divise in cinque gironi da quattro. Diciotto delle quali accederanno direttamente alla fase a gironi, sulla base del nuovo Champions League Ranking, che terrà in considerazione i risultati raggiunti da tutte le squadre dello stesso paese nelle ultime tre edizioni della competizione: ciò per enfatizzare lo status di prodotto ‘top’ e per assicurare la presenza delle squadre più forti delle nazioni più rilevanti. Il ranking rifletterà anche i risultati sportivi e gli investimenti, finalizzati alla diffusione di un prodotto d’elite, delle singole squadre, a prescindere dalla ‘federazione’ di appartenenza.

In virtù del nuovo Ranking, in cui l’Italia figura al secondo posto, dietro solo alla Turchia, tutte e tre le squadre italiane qualificate alla prossima edizione della Champions League – Imoco Volley Conegliano, Igor Gorgonzola Novara e Savino Del Bene Scandicci – accederanno direttamente alla fase a gironi, senza passare dunque per i turni preliminari.

Grossi cambiamenti anche per quanto riguarda la fase a eliminazione diretta, ovvero quella che segue la fase a gironi. A PlayOffs 12, PlayOffs 6 e Final Four subentrano Quarti di FinaleSemifinali (entrambi su match di andata e ritorno) e una ‘Grand Finale‘, ovvero una finale ‘secca’ in campo neutro. Stop dunque all’assegnazione delle Final Four a un Club organizzatore che vi si qualifica di diritto; l’evento finale delle prossime tre stagioni, definito dalla CEV ‘ultimate Volleyball Show’, prevederà una sede unica e due giorni consecutivi di gare: ecco che la Finale femminile e la Finale maschile si terranno in uno stesso weekend, in modo non solo da potenziare spettacolarità e visibilità, ma anche da favorire lo svolgimento delle fasi finali dei Campionati nazionali.

La comunicazione del presidente Boricic non si limita al dettaglio dei cambiamenti che riguardano la Champions League, ma prosegue oltre: innanzitutto il riconoscimento che il movimento di vertice femminile – come peraltro evidenziano anche i dati di ascolto e di pubblico nei palazzetti della Samsung Serie A – riscuote lo stesso appeal e la stessa attenzione mediatica di quello maschile; motivo per cui il montepremi della prossima Champions League, notevolmente incrementato rispetto alle scorse stagioni, sarà equamente diviso tra competizione femminile e maschile.

Infine l’assicurazione che la CEV ha intavolato una profonda discussione con la FIVB per ridefinire i calendari nell’imminente futuro, al fine di allungare l’intervallo di tempo riservato ai Campionati nazionali, di concedere i transfer per 12 mesi all’anno e non solo in finestre limitate e più in generale di consentire una programmazione a lunga scadenza, sportiva ed economica, ai Club.

Le nuove norme di gestione della Champions League non possono che soddisfarci – afferma il presidente Mauro Fabris -. Vorrei orgogliosamente sottolineare come la nostra coesione nel mantenere ferma l’indisponibilità delle squadre italiane a partecipare alle Competizioni europee se non fossero avvenuti cambiamenti, unitamente all’azione portata avanti con proposte fattive, come nell’ultimo incontro in Lussemburgo un paio di mesi fa al quale abbiamo attivamente partecipato, hanno certamente contribuito a sbloccare un immobilismo dannoso da parte della Confederazione europea. La stessa iniziativa della Lega, che ha portato alla costituzione dell’Associazione dei Club Europei, credo che in questo senso abbia aiutato non poco. I nostri sforzi sono stati premiati, le nostre richieste accolte. Abbiamo ottenuto risultati immediatamente tangibili, come l’accesso diretto alla fase a gironi di Champions League di tutte e tre le nostre squadre o l’introduzione di un ranking che riconosca investimenti e risultati sul campo e in termini di visibilità; ma abbiamo anche motivo di essere ottimisti per quello che verrà: questa nostra nuova veste, di interlocutori finalmente ascoltati di CEV e FIVB, ci rende orgogliosi e ci motiva nel proseguire la battaglia iniziata tanti anni fa per cercare di ottenere in un prossimo futuro un miglioramento del rapporto tra periodo di attività di Club e periodo di attività delle squadre nazionali“.

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